| Eh già...siamo ancora qua! |
Eh già, siamo ancora qua…come dice il nostro amico Vasco in una delle sue ultime canzoni. Dopo un anno di vita il nostro sito sta adattandosi ai tempi. Stiamo per rilanciarlo, alcune variazioni, togliere e aggiungere, come è giusto che sia per uno strumento mediatico. A breve il blog sarà più impegnato, sono nate rubriche nuove su vari argomenti, chissà, magari metteremo parole crociate e barzellette. L’ultima era una battuta, certo, ma se servisse una barzelletta per approcciare qualcuno su una discussione seria, potremmo anche pubblicarla. Al lettore analizzare il contenuto e valutarne la qualità. In fin dei conti più di mille contatti al mese non sono male! Di sicuro lavoriamo in buona fede e questo ci spinge comunque a metterci in gioco. Anche la nostra associazione sta cambiando, percorrendo altre vie, entrando nel mondo culturale in modo più organizzato, proponendo attività di supporto utili a chi vuole emergere nella propria passione. Work shop dedicati alla recitazione, partecipazione a convegni per esporre i nostri progetti, concerti. Il mondo dell’associazionismo è cambiato nell’ultimo periodo, possiamo affermarlo con certezza. Almeno per le piccole realtà come la nostra. Irrisori i fondi per progetti che non siano specificatamente sociali bisogna trovare altre vie per finanziare i piccoli progetti che comunque per noi sono anch’essi socialmente validi. Ci daremo sempre da fare, compatibilmente con mezzi e fondi a disposizione, dunque, con la capacità e la determinazione che abbiamo tenuto nei nosti sei anni attività. Seguiteci e non rimarrete delusi. Anzi, in alcuni progetti potreste essere anche voi protagonisti. Grazie.
E ricordate...
Inseguire sempre i propri sogni non mollare mai focalizzare il sogno e non perderlo mai di vista.
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NomsBlog
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Comunicato dai nostri amici di Piccoli
Passi.Ripartono da qui a poco i progetti con
l'ausilio della barca a vela "progetto i
cesenautici prendono il largo il largo" e
"Veleggiando II"Il progetto i cesenautici
prendono il largo darà l'avvio al progetto,
tempo permettendo, il 26 maggio alle ore 14,00
presso lato levante del porto canale di
Cesenatico (vicino La Gorda) In questa
occasione, gli equipaggi (composti da giovani
con disabilità fisica e relazionale ed
adolescenti in affido, tecnici velici e
psicologi ed educatori referenti) salperanno su
più imbarcazioni per una veleggiata in
Adriatico.Il progetto Veleggiando II avrà
inizio a Cervia data da definire include minor... |
Comunicato dai nostri amici di Piccoli Passi.
Ripartono da qui a poco i progetti con l'ausilio della barca a vela "progetto i cesenautici prendono il largo il largo" e "Veleggiando II"
Il progetto i cesenautici prendono il largo darà l'avvio al progetto, tempo permettendo, il 26 maggio alle ore 14,00 presso lato levante del porto canale di Cesenatico (vicino La Gorda)
In questa occasione, gli equipaggi (composti da giovani con disabilità fisica e relazionale ed adolescenti in affido, tecnici velici e psicologi ed educatori referenti) salperanno su più imbarcazioni per una veleggiata in Adriatico.
Il progetto Veleggiando II avrà inizio a Cervia data da definire include minori in difficoltà, seguiti dai servizi sociali di Cervia, il progetto prevede 4/5 veleggiate in Adriatico con barche dell'associazione sportiva Venerdì Vela 2000
Gli obiettivi sono la Riabilitazione, l'inclusione sociale dei partecipanti e avvicinare i ragazzi al mondo del mare e della vela cercando di fargli sperimentare a contatto con la natura un gioco di squadra capace di far emergere le loro abilità e di superare le loro difficoltà. Imparare a fidarsi degli altri, a mettersi da parte per non primeggiare sempre, a mettersi in gioco anche nei momenti difficili per imparare ad affrontare la vita. Accettare un tempo più lento e vedere lo scorrere delle ore attraverso il sole e la luna, modificare il proprio ritmo di vita frenetico allo sciabordio delle onde.
per finanziare il progetto faremo due cene raccolta fondi il 29 giugno alla congrega velisti a Cesenatico e a luglio data e posto da decidere
Altre comunicazioni seguiranno.
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| Autore : Sergio Cavicchi |
 | 17/05/2012 - 17:56 |
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Comunicato ufficiale EditoriaSalone
internazionale del libro: non è stata
un'edizione della crisiAnche i numeri hanno
decretato che il 25º Salone Internazionale del
Libro di Torino non è stato il Salone della
crisi. A pochi giorni dalla chiusura, le
biglietterie parlano di un incremento del 4,1%
rispetto al 2011, che ha visto un numero di
visitatori compreso fra i 317 e i 318.000. Un
vero boom è stato rappresentato dagli ingressi
delle scuole, che hanno fatto registrare un
incremento del 149,68% sull'anno scorso. Sold
out nelle sale: sono stati circa 70 mila i
visitatori che hanno assistito agli incontri
nelle principali sale congressi del Lingotto
Fiere e all'Auditorium ... |
Comunicato ufficiale Editoria
Salone internazionale del libro: non è stata un'edizione della crisi
Anche i numeri hanno decretato che il 25º Salone Internazionale del Libro di Torino non è stato il Salone della crisi. A pochi giorni dalla chiusura, le biglietterie parlano di un incremento del 4,1% rispetto al 2011, che ha visto un numero di visitatori compreso fra i 317 e i 318.000. Un vero boom è stato rappresentato dagli ingressi delle scuole, che hanno fatto registrare un incremento del 149,68% sull'anno scorso. Sold out nelle sale: sono stati circa 70 mila i visitatori che hanno assistito agli incontri nelle principali sale congressi del Lingotto Fiere e all'Auditorium del Lingotto (1.900 posti). Le presentazioni, i dibattiti e le lezioni sono state in totale 1.162, senza considerare tutti gli eventi del Salone Off e di Voltapagina. Buoni anche i risultati di vendita nei padiglioni: per il direttore commerciale Libri Trade Mondadori, Valerio Giuntini, sia Mondadori sia Einaudi hanno registrato un +12% rispetto all'edizione 2011. Secondo il responsabile dello stand Feltrinelli, Salvatore Pisano, c'è stato un +10% sulle vendite. Anche il Gruppo editoriale Rcs ha fatto registrare un incremento di vendite del 10% rispetto al 2011. «Eravamo dubbiosi, ma abbiamo avuto un ottimo riscontro soprattutto nei giorni di sabato e domenica», ha spiegato Massimo Taulli.BR> L'appuntamento è per il mese di maggio 2013 con il 26º Salone Internazionale del Libro: Paese ospite candidato, il Cile, e sono già iniziati i contatti diplomatici con Guinea e Colombia.
Nella foto il nostro gruppo di autori e artisti.
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| Autore : Sergio Cavicchi |
 | 17/05/2012 - 17:30 |
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le rubriche
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Ciao a tutti!!!!!!! Allora, come vi procedono le cose? Spero tutto bene e spero soprattutto che le mie ricette possano darvi qualche suggerimento su cosa cucinare. Questa volta vi propongo un contorno che mi fa proprio impazzire. Le PATATE ABBRONZATE. Il nome l'ho inventato io, sono patate tagliate a quadrettini piccoli e saltati in padella con olio e rosmarino. Si cuociono in 10 minuti e sono ottime. INGREDIENTI, PATATE,SALE GROSSO,ROSMARINO,OLIO EXTRA VERDINE DI OLIVA Sbucciate le patate e tagliatele a cubetti piccolini come la punta di un dito. Mettete abbondante olio in una padella larga insieme a un rametto di rosmarino. Quando l'olio è caldo
bu... |
 Ciao a tutti!!!!!!!
Allora, come vi procedono le cose? Spero tutto bene e spero soprattutto che le mie ricette possano darvi qualche suggerimento su cosa cucinare.
Questa volta vi propongo un contorno che mi fa proprio impazzire.
Le PATATE ABBRONZATE.
Il nome l'ho inventato io, sono patate tagliate a quadrettini piccoli e saltati in padella con olio e rosmarino.
Si cuociono in 10 minuti e sono ottime.
INGREDIENTI,
PATATE,SALE GROSSO,ROSMARINO,OLIO EXTRA VERDINE DI OLIVA
Sbucciate le patate e tagliatele a cubetti piccolini come la punta di un dito.
Mettete abbondante olio in una padella larga insieme a un rametto di rosmarino.
Quando l'olio è caldo buttate le patate, una manciata di sale grosso e giratele di tanto in tanto.
Cuocete fino a doratura desiderata.
Come potete notare un contorno davvero veloce e veramente OTTIMO!!!!!
Nonna Anita si complimenta perchè è un contorno che si può cucinare quando siamo a corto di idee e suggerisce di cuocerle qualche attimo in più per renderle ancora più gustose.
Buon Appetito!
A presto,Barbara
Contattatemi con babi.77@alice.it
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| Autore : sergio cavicchi |
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16/05/2012 - 20:48 |
Anche questa settimana sono arrivata un pò in ritardo, ma i vari impegni mi hanno condizionata. Questa settimana vi propongo una CROSTATA CON CREMA DI CIOCCOLATO E COCCO. INGREDIENTI: 350g DI PASTA FROLLA 125 ml LATTE 125 ml PANNA 120 gr CIOCCOLATO FONDENTE 100 gr ZUCCHERO 80 gr COCCO GRATTUGIATO 1 BUSTINA DI VANILLINA 2 UOVA PROCEDIMENTO: Sciogliete il cioccolato a bagnomaria. Amalgamate con la frusta la panna, il latte, le uova e lo zucchero. Unite la vanillina e il cocco. Aggiungete il cioccolato fuso e mescolate bene. Foderate una tortiera di 24 cm di diametro con la pasta frolla, lasciando i bordi alti. Versate la crema nella tortiera, infornat... |
Anche questa settimana sono arrivata un pò in ritardo, ma i vari impegni mi hanno condizionata.
Questa settimana vi propongo una CROSTATA CON CREMA DI CIOCCOLATO E COCCO.
INGREDIENTI:
350g DI PASTA FROLLA
125 ml LATTE
125 ml PANNA
120 gr CIOCCOLATO FONDENTE
100 gr ZUCCHERO
80 gr COCCO GRATTUGIATO
1 BUSTINA DI VANILLINA
2 UOVA
PROCEDIMENTO:
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria.
Amalgamate con la frusta la panna, il latte, le uova e lo zucchero.
Unite la vanillina e il cocco.
Aggiungete il cioccolato fuso e mescolate bene.
Foderate una tortiera di 24 cm di diametro con la pasta frolla, lasciando i bordi alti.
Versate la crema nella tortiera, infornate a 190° per 35/40 minuti.
Lasciate raffreddare e servite.
Nonna Anita mi ricorda che l'ultima volta che abbiamo preparato questa torta, il cioccolato era 100g. invece di 120g ed è risultata più soffice.
Quindi il nostro consiglio è quello di usare meno cioccolato.
A presto!
Barbara
Contattatemi con babi.77@alice.it
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| Autore : sergio cavicchi |
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1/05/2012 - 18:07 |
Eccomi ancora una volta a proporvi una nuova ricetta da provare e gustare! Ho pensato di proporvi una ricetta di pesce, TAGLIOLINI AL SALMONE che a me piacciono moltissimo e sono stati approvati dal moroso che, come ricorderete, non ama il pesce, ma di questo prima ne ha mangiati addirittura due piatti!!! Bene, cominciamo... INGREDIENTI: 1 CIPOLLA, VINO O BRANDY DA SFUMARE, TAGLIOLINI, SALMONE, OLIO, PANNA DA CUCINA, PROCEDIMENTO: Cuocete i tagliolini in abbondante acqua salata, nel frattempo preparate il condimento. Scaldate in una padella che poi deve contenere la pasta dell'olio e quando è caldo aggiungete la cipolla tritata. Quando comincia a... |
Eccomi ancora una volta a proporvi una nuova ricetta da provare e gustare!
Ho pensato di proporvi una ricetta di pesce, TAGLIOLINI AL SALMONE che a me piacciono moltissimo e sono stati approvati dal moroso che, come ricorderete, non ama il pesce, ma di questo prima ne ha mangiati addirittura due piatti!!!
Bene, cominciamo...
INGREDIENTI:
1 CIPOLLA,
VINO O BRANDY DA SFUMARE,
TAGLIOLINI,
SALMONE,
OLIO,
PANNA DA CUCINA,
PROCEDIMENTO:
Cuocete i tagliolini in abbondante acqua salata, nel frattempo preparate il condimento.
Scaldate in una padella che poi deve contenere la pasta dell'olio e quando è caldo aggiungete la cipolla tritata.
Quando comincia a dorare, aggiungete il salmone tagliato a pezzetti, sfumare con un bicchiere di vino o brandy.
Una volta che si è asciugato il liquido, aggiungere la panna ed eventualmente pochissimo latte, in modo da creare una salsina.
Quando la pasta è cotta, scolatela e buttatela nella padella con la salsina.
Mantecate e servire subito a tavola.
Vi garantisco che sono ottime!
E credo proprio che domani a pranzo me ne mangerò un bel piatto!
Nonna Anita mi dice che eventualmente il salmone si può usare sia fresco che in scatola che affumicato, dipende un po dai sapori, ma il mio preferito è quello affumicato tagliate a fette sottili.
Mi ricorda anche che eventualmene, se piace, si può spolverare con un pizzico di prezzemolo fresco tritato.
Ancora un suggerimento, se si abbonda di cipolla è ancora più buono...
Grazie nonna.
Un salutone a tutti, vi abbraccio.
A presto,
Barbara
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| Autore : sergio cavicchi |
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23/04/2012 - 19:49 |
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gli emergenti
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| Il nostro amico Speech ci manda un suo pensiero. Grazie. Se
tornassi indiet ... |
Il nostro amico Speech ci manda un suo pensiero. Grazie.
Se tornassi indietro…farei le stesse cose!
Diceva Totò: ma mi faccia il piacere! Io lo farei il piacere. Se potessi tornare indietro, non rifarei le stesse cose. Il piacere di ripartire da zero. Ricominciare tutto, non meglio di come è andata ma proprio in alternativa.
Si dice spesso: tornare indietro con l’esperienza di oggi.
Non si può, no, non si può. Allora non pensiamoci più.
Abbiamo sbagliato tanto, non per cattiva volontà, ma per ingenuità, inesperienza. Pudore o timidezza. Ma abbiamo sbagliato.
Allora un consiglio. Usiamo questi errori, queste esperienze negative e facciamone buon uso. In ogni momento della vita si può ricominciare. Magari facendo cose buone. Proviamoci.
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| Autore : sergio cavicchi |
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26/03/2012 - 21:23 |
| Ecco qualche considerazione notturna della nostra amica. Leggete con attenzione, ... |
Ecco qualche considerazione notturna della nostra amica. Leggete con attenzione, ne vale la pena. Ore 04.36....mi svegliano il rumore di vento e di mare in tempesta... apro la finestra a metà..e respiro profondamente l'aria salmastra ricca di iodio..... è inebriante.. decido di lasciarla aperta.. di coprirmi con la mia copertina di pile.. a fiorellini rosa... e stendermi ai piedi del letto... pace .... mezzo assopimento.. e senso di felicità..ma arrivano i ricordi.. ed ecco zaccc.. ne riprendo uno dal passato... tarda mattinata ..ricordo il languorino allo stomaco.. seconda media ora d'inglese... ed ecco l'arcigno sguardo del proff ... un saccente uomo strasfottente e altezzoso... lo rispettavo solo perchè era un discendente della famiglia di Antonio Gramsci.... con cui la mia famiglia aveva avuto un rapporto amichevole e familiare.. fuori il vento soffiava sempre più forte e io mi ero incantata a guardare gli alberi e la pioggia... avevo 12 0 13 anni... e il vento e il fascino della pioggia sugli alberi erano molto più attraenti della lezione d'inglese e cominciai a viaggiare con la fantasia.... rapita completamente dai miei sogni... mi risvegliai bruscamente con uno strattone alla spalla.. il proff mi prese per il braccio e mi portò alla lavagna e mi chiese di comporre tradurre e leggere una frase in inglese ( odiavo l'accento inglese e il dover impastare la mia lingua contro natura al mio accento sardo.. lo trovavo sgradevole e imbarazzante.. scimiottare un modo di essere che non mi apparteneva)la classe aveva puntato gli occhi su di me ..ero terrorizzata... io che così timida mi appartavo sempre negli ultimi banchi per essere invisibile e poter chiaccherare con le amiche,ora ero in punizione davanti a tutti.. ma trattenni il respiro e feci bene il mio dovere... ma"jacket" che nn riuscivo proprio a pronunciarlo... me la fece ripetere almeno 30 volte e non riuscii a pronunciarla mai in modo giusto... lo guardai negli occhi... la mia tenerezza era disarmante... ma lui non si impietosì e mi fece scrivere quella parola per 100 volte e mi tenne in classe anche dopo che aveva suonato la campanella sin che nn la pronunciai esattamente... Quel giorno imparai cos'era un sentimento d'odio... Lo vedevo come un essere immondo e spietato.. nella mia piccola vita ancora in fiore... non potevo capire che c'era molto di peggio al mondo..che forse lo stava facendo per il mio bene.. ma il mio istinto mi diceva che era solo un imposizione per poter esercitare la forza del suo potere su un esserino impotente come me... mi chiedevo perchè non era dolce come l'insegnante di matematica che adoravo con tutto il cuore.. e che si prendeva cura di me e mi percepiva come una ragazzina sensibile e molto intelligente,... ma svogliata e distratta dall'essere adolescente... suona la sveglia di oggi e finisce il ricordo.. lo rimetto in archivio e mi alzo... mi riafaccio alla finestra .. ha smesso di piovere e gli uccellini cominciano a fare una bella caciara... sorrido anche oggi alla vita.. sapendo bene che sarà piena di nuovi problemi.. ma scrollo le spalle e comincio una nuova giornata...
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| Autore : sergio cavicchi |
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19/03/2012 - 20:34 |
Proponiamo un racconto della nostra amica Patrizia Zanetti, autrice di racconti e poesie che partecipano spesso a concorsi importanti. Ringraziamo Patty per la collaborazione e aspettiamo altri scritti per poterli proporre con immenso piacere. Buona lettura a tutti. Sofos (che in greco significa “saggio”) è il tonno filosofo che molti anni fa portò in salvo Pinocchio e Geppetto appena fuggiti dallo stomaco
del pescecane che li a ... |
Proponiamo un racconto della nostra amica Patrizia Zanetti, autrice di racconti e poesie che partecipano spesso a concorsi importanti. Ringraziamo Patty per la collaborazione e aspettiamo altri scritti per poterli proporre con immenso piacere. Buona lettura a tutti.
Sofos (che in greco significa “saggio”) è il tonno filosofo che molti anni fa portò in salvo Pinocchio e Geppetto appena fuggiti dallo stomaco del pescecane che li aveva inghiottiti e che, non appena compiuta la sua missione di salvataggio, riprese a solcare in lungo e in largo i mari del Mediterraneo. Gli piacevano soprattutto le coste italiane e spesso si fermava a debita distanza dagli insediamenti umani per ammirare quelle magiche costruzioni in pietra, sassi, cemento che gli uomini chiamano “case”. Per lui, abituato ai fondali marini, alle grotte che offrono un riparo naturale, al silenzio del mare, quelle costruzioni rappresentavano un'attrazione, ma nello stesso tempo avvertiva il pericolo che si nascondeva tra le loro pareti. Vedeva, da lontano, gli uomini che si muovevano indaffarati nei porti e le barche che arrivavano e ripartivano: alcune trasportavano uomini, alcune merci dei più svariati tipi, altre avevano a bordo un carico di pesci agonizzanti.
Sofos ne avvertiva l'odore da lontano e sapeva cosa stava succedendo su quelle barche: sentiva il grido di paura e di dolore dei suoi simili, grida che gli uomini non potevano o non volevano ascoltare. D'altronde, pesce grande mangia pesce piccolo... è una regola della natura di cui Sofos era assolutamente consapevole, ma lì, su quelle barche, la morte aveva un odore diverso: non era un evento naturale o in qualche modo prevedibile, non era una lotta ad armi pari, non si combatteva sullo stesso terreno. Lì il povero pesce veniva catturato con l'inganno, era la tecnologia l'arma che gli uomini avevano inventato per imbrogliare i pesci. Sofos, che si era laureato in filosofia ed aveva quindi una certa dimestichezza con le riflessioni sulla natura degli esseri umani, aveva elaborato una propria teoria. A prima vista, secondo lui, si poteva pensare che gli uomini fossero i più intelligenti tra le creature della Terra e che proprio grazie alla loro intelligenza fossero diventati gli animali più potenti del Pianeta. Ma considerando la questione da un'altra prospettiva, cioè da quella degli animali di cui Sofos faceva parte, si poteva invece sostenere che mentre gli animali combattono ad armi pari, che è la lealtà a farla da padrone, che è la legge del più forte a vincere e che per questo il leone è il re della foresta, lo squalo è il re del mare e l'aquila è la regina dei cieli, l'uomo, invece, è diventato potente grazie all'inganno, all'astuzia, a quella capacità ereditata dai primati, di prevedere le mosse altrui su un piano squisitamente razionale. In altre parole, una partita a scacchi, dove non necessariamente vince il re o la regina, ma il gioco di squadra finalizzato all'annientamento dell'avversario. L'unica cosa che conta è vincere. Sofos ascoltava il lamento dei suoi simili e provava per loro un'immensa compassione, anche per quelli che avrebbero potuto ucciderlo e forse avrebbe preferito finire in pasto ad un pesce più grosso di lui piuttosto che assistere a quel massacro che serviva solo a soddisfare il palato degli animali più insaziabili della terra: gli uomini. Eppure, quando si era trovato a tu per tu con due esemplari umani, Pinocchio (burattino, è vero, ma pur sempre dai sentimenti umani) e Geppetto, non aveva esitato ad aiutarli, se li era caricati in groppa e li aveva condotti sani e salvi fino a riva perché gli animali, al contrario degli uomini, non conoscono il rancore e la vendetta. Sofos aveva immediatamente capito che senza il suo aiuto Pinocchio e Geppetto sarebbero morti e non avrebbe mai potuto neppure immaginare di avere sulla coscienza un simile peso. Sapeva anche, però, che se un giorno li avesse rivisti, loro probabilmente non si sarebbero ricordati di lui e forse lo avrebbero ucciso senza pietà, né tanto meno sensi di colpa. Questo è un altro degli aspetti che contraddistingue il re del Pianeta, pensava Sofos tra sé e sé. E si dava questa spiegazione: la tanto sbandierata pietà umana è un sentimento individuale. Non di gruppo, di comunità, di specie. Succede allora che qualcuno decida che anche gli animali sono individui da rispettare, proteggere e difendere e chi, invece, la maggioranza purtroppo, li stermini per un proprio personale tornaconto o semplicemente perché non si pone il problema! Chi ne indossa le pelli, chi con le loro zanne, corna, ossa ne fabbrica gioielli, chi li massacra per il solo gusto di farlo, chi li alleva in condizioni disumane per consumarli al più presto, chi usufruisce di tutto questo senza porsi domande...Che dire, pensava Sofos, delle povere oche? Con un tubo infilato in gola in cui viene inserito il cibo senza soluzione di continuità finché il fegato scoppia per degustarne un ottimo patè? Che dire dei polli che vengono tenuti in gabbie grandi appena come il loro corpo, alimentati tutto il giorno, con i riflettori puntati addosso per impedire loro di dormire? Obbligati a mangiare... mangiare... mangiare... così da sembrare adulti quando in realtà sono ancora pulcini? E che dire, poi, della pesca dei cuccioli di tonni? Quest'ultimo pensiero lo faceva rabbrividire a tal punto che le squame gli si irrigidivano e Sofos provava una sensazione di vertigine che quasi gli faceva perdere l'orientamento. Assorto nei suoi pensieri, mentre osservava da lontano la vita sulla terra e rifletteva sul destino dei suoi simili, Sofos vide un bambino che giocava con un burattino di legno. Subito gli tornarono in mente Pinocchio e Geppetto, due personcine per bene, a suo parere, e pensò che gli sarebbe piaciuto sapere che fine avevano fatto. Non poteva sapere che Collodi aveva deciso per loro un lieto fine: che Pinocchio sarebbe diventato un bravo bambino, che Geppetto avrebbe passato il resto della sua vita in compagnia del “figliol prodigo”, che entrambi lo avrebbero ricordato come il loro salvatore portandogli eterna riconoscenza, immolandolo quale esempio di generosità ed umanità animale e che, con buona pace di tutti, questo capolavoro di letteratura per bambini ed adulti lo avrebbe assurto agli onori della cronaca seppur con un ruolo gregario, ma non per questo meno importante. Questo era un altro spunto di riflessione per Sofos che aveva capito quanto, anche sotto questo aspetto, gli uomini siano diversi dagli animali: mentre per i secondi è più facile accettare il ruolo di leader o di gregario perché ancora una volta è la legge del più forte a determinare la classifica sociale, l'uomo, al contrario, adotta qualsiasi strategia pur di conquistare il potere che lo porterà a dominare sulla sua comunità, grande o piccola che sia. Non solo: gli animali, nella maggioranza dei casi, hanno pietà nei confronti del perdente (Sofos aveva visto un lupo capo branco graziare lo sfidante che gli aveva mostrato la giugulare in segno di sottomissione) e chi perde dimostra rassegnazione (Sofos non aveva mai visto un lupo battuto in combattimento meditare vendetta e cercare alleanze per sconfiggere il vincitore). Si mise, dunque, alla ricerca dei suoi due amici solcando i mari italiani alla ricerca di indizi che potessero in qualche modo aiutarlo.
Sapeva che Pinocchio e Geppetto erano toscani, lo aveva capito dal loro accento, ma non avendo mai studiato la geografia italiana non sapeva dove si trovasse esattamente questa regione.
Così, ogni qual volta incontrava un pesce che come lui amava viaggiare gli chiedeva se avesse notizie di quei due naufraghi che vivevano in un piccolo paese della Toscana e che, molto tempo prima, erano stati salvati da un tonno. Dato che non amava essere al centro dell'attenzione evitava accuratamente di dire che il protagonista del salvataggio in questione era proprio lui. Nessuno però sapeva fornirgli indicazioni utili. Finché un giorno, mentre si aggirava nei mari del Salento, un delfino che veniva da molto lontano gli disse che aveva sentito parlare di due personaggi, padre e figlio, che con una piccola imbarcazione andavano in cerca di tonni. Il delfino, tale Achille, non sapeva dire quali fossero le loro intenzioni, ma sapeva per certo che i tonni erano la loro passione, i loro preferiti. Poteva trattarsi di due pescatori d'altura ma, per Sofos, valeva la pena correre il rischio. Fu così che si mise sulla loro rotta. E dopo molto vagare avvistò da lontano una barca che corrispondeva alla descrizione fatta da Achille. Si avvicinò con prudenza e sul ponte intravide due sagome umane: certamente uno era più giovane dell'altro e la loro complicità dimostrava che potevano essere padre e figlio. Sofos cercò di capire le loro intenzioni, cercò di ritrovare nella propria memoria visiva i lineamenti dei due naufraghi conosciuti tanto tempo prima, provò ad annusare l'aria in cerca di indizi e i due, a prima vista, gli sembrarono persone leali, fiere e, tutto sommato, affidabili. Decise allora di avvicinarsi un po' di più, quando all'improvviso sentì salirgli l'acquolina in bocca. Erano molte ore che non mangiava e proprio lì davanti a lui vide aggirarsi un pesciolino dall'odore squisito... un bocconcino davvero imperdibile. Sofos non resistette alla tentazione e in un sol boccone se lo mangiò. Senza cattiveria, senza premeditazione, non per ingordigia... per fame. Quella mossa gli fu fatale: al fatal pesciolino era attaccato l'amo che altro non era che la parte finale della canna da pesca dei due uomini che stavano sopra l'imbarcazione. In un istante Sofos capì che la sua vita era finita. Lottò a più non posso contro il suo destino già segnato, mise in campo tutta la forza e l'agilità che aveva, tentò anche qualche mossa in contropiede, ma contro l'astuzia dell'uomo nulla può vincere. Sofos, vide la sua vita riavvolgersi come la pellicola di un film, il mulinello che lo issava sulla barca era il rewind della sua esistenza e alla fine si ritrovò disteso e boccheggiante sul ponte della barca. Gli rimase il tempo di osservare i due uomini che lo guardavano senza odio. Erano due belle persone, dall'espressione dolce che non si rendevano conto che anche lui aveva un'anima, che anche lui aveva voglia di vivere, di nuotare nel suo mare, di accoppiarsi con le tante belle tonnette che poteva avere la fortuna di incontrare. A quel punto Sofos aveva solo due possibilità: morire incazzato o accettare il suo destino sapendo che sarebbe stato usato come condimento per un piatto di spaghetti al dente, insieme ad un po' di burro e di prezzemolo. E scelse questa seconda via. In qualche modo morì contento: quanto meno non era stato ucciso per ingrassare il mercato globale, ma per la passione della pesca, un istinto atavico legato alla sopravvivenza dell'uomo e soprattutto morì con la certezza che Pinocchio e Geppetto non erano i suoi assassini. Negli ultimi istanti della sua vita sentì i due uomini parlare tra loro: non avevano un accento toscano.
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| Autore : sergio cavicchi |
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6/03/2012 - 15:20 |
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